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130/366: Europa: Von der Festung zum gemeinsamen Haus

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Appuntamento con il futuro (1992)
Appuntamento con il futuro (1992)

Durch die frühen internationalen Kontakte der österreichischen Grünen haben wir im Archiv auch Publikationen und Archivmaterial aus anderen europäischen Ländern. Die italienischen Grünen luden im Dezember 1991 zu einer dreitägigen Versammlung zum Thema „L’appuntamento con il futuro: la conversione ecologica della società, dell’economia, della politica“ (Verabredung mit der Zukunft. Die ökologische Transformation der Gesellschaft, der Wirtschaft und der Politik). Ein. Themenblock trug den Titel „Obiettivo Europa: dalla fortezza alla casa comune“ (Ziel Europa. Von der Festung zum gemeinsamen Haus). Eine Vision, die heute noch Bestand hat…

Wir bringen den einleitenden Beitrag von Paolo Bergamaschi, damals Sekretär der Koordination der Europäischen Grünen, dem Vorläufer der Europäischen Föderation Grüner Parteien (EFGP) bzw. der Europäischen Grünen Partei (EGP). Die anderen Beiträge können bei uns im Archiv gelesen werden 🙂


// Il tema di stamane è di carattere internazionale: il ruolo dei verdi in Europa e più in generale in tutte le questioni di ordine sovranazionale. Quando mi fu affidato il compito di predisporre una traccia per una discussione all’interno dei verdi italiani sulle questioni europee sovranazionali ho pensato di dare alcuni titoli che apparentemente sembrano ermetici e che vorrei spiegare in breve.

Il dibattito in atto fra i verdi europei sul futuro istituzionale dell’Europa e sul ruolo in particolare della Comunità europea parte da alcuni presupposti e idee che portano a far sì che la Comunità europea non debba essere intesa come la roccaforte del benessere, la „fortezza Europa“, come oggi viene spesso indicata. Ecco perché il titolo della sessione è „Obiettivo Europa: dalla fortezza alla casa comune“, affinché questo continente possa decollare a partire dalla Comunità europea la quale dovrebbe favorire un processo di estensione a tutta l’Europa. E veniamo ai tre sottotitoli.

Le velocità dell’Europa: intese nel senso di velocità di integrazione economica, politica, culturale, sociale e così via. Avrebbe dovuto essere con noi a parlare del futuro istituzionale dell’Europa Paul Lanoix, co-Presidente del Gruppo verde al Parlamento europeo e leader degli Ecolò, i verdi del Belgio francofono, che hanno ottenuto due settimane fa l’incredibile risultato che sappiamo, risollevando così le sorti del movimento verde a livello elettorale in Europa. Avrebbe dovuto essere con noi anche Sonia Licht, co-Presidente dell‘Helsinki Citizen Assembly, per trattare il tema „Europa dei popoli, Europa delle regioni, Europa delle comunità“, non trascurando i rigurgiti di movimenti nazionalisti  nell’Est Europa che per contraccolpo hanno rianimato analoghe prospettive nell’Europa occidentale. In sua „vece“ abbiamo invece qui Rainer Münz, di Vienna, e Vesna Terselic, della campagna contro la guerra dell’ex-Iugoslavia (tra l’altro avremo l’occasione di presentare il Centro ricerche per la pace che i verdi italiani finanzieranno a Zagabria in base anche a quanto deciso dal Consiglio federale di Portorose nel settembre scorso; l’ufficio aprirà tra poco). Abbiamo anche Zurab Zvania, leader dei verdi della Georgia, il rivale di Gamsakhurdia.

Perché questi relatori? Ho pensato fosse opportuno, come percorso di avvicinamento alle questioni nazionali, individuare una zona di conflitto in atto, come quella serbo-croata e una zona, la Georgia, dove la questione nazionalista è montata e vi è stato un trapasso veloce da un regime totalitario a un’altra ideologia altrettanto totalizzante e totalitaria come quella nazionalista imposta anche visibilmente dal presidente georgiano. Avevamo previsto un intervento relativo a quello che purtroppo forse sarà uno dei prossimi conflitti in Europa, con Peter Savo, leader dei verdi slovacchi, che non ha potuto essere con noi. Nonostante la democraticità del governo cecoslovacco non possa essere messa in dubbio, la questione nazionalista, indipendentista e separatista in Slovacchia sta prendendo sempre più piede. Interverrà poi Alessandra Cecchetto che sull’argomento porterà la sua esperienza sulla vicenda iugoslava. Last but not least, mi è sembrato importante che si toccasse l’argomento della Conferenza promossa dalle Nazioni Unite su ambiente e sviluppo, l’avvenimento dell’anno: nel giugno prossimo tutti i capi di Stato e di governo si daranno appuntamento a Rio de Janeiro per discutere delle sorti del pianeta in campo ambientale, connettendole direttamente alle questioni relative allo sviluppo. Da lì dovrebbero uscire le linee guida per lo sviluppo mondiale dei prossimi anni. //


Teile der Versammlung wurden als Audiodateien aufgezeichnet und können bei Radio Radicale im Web angehört werden.

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